Questa canzone mi parla di te, sempre. I tempi cambiano e la melodia muta con loro.
Questa canzone sei tu.
Pelle. E’ la tua proprio quella che mi manca.
(…)
E intanto l’aria intorno è più nebbia che altro.
Questa canzone mi parla di te, sempre. I tempi cambiano e la melodia muta con loro.
Questa canzone sei tu.
Pelle. E’ la tua proprio quella che mi manca.
(…)
E intanto l’aria intorno è più nebbia che altro.
Mi trovo in uno dei tanti periodi di transizione ed è ora che inizi a mettere ordine (e detto da una disordinata cronica ed incurabile come me vuol dire che è proprio NECESSARIO)
Potrei iniziare a fare una lista delle cose che vorrei realizzare quest’anno, o almeno provare a realizzare.
Dunque, dunque…
Direi che per il 2012 può bastare. Forse. Chissà se riuscirò a trovare il tempo di fare tutto.

Paura,
Di tutto ciò che questo farà gravare sulla mia mente.
Paura,
Della bellezza.
L’animo di un esteta tradisce talvolta il mio buonsenso.
Strani pensieri,
che solo tu potresti capire.
Posso infine dire di essermi circondata di ipocrisia e falsità.
Sono davvero sola, ora.
…
Voglio andarmene.

‘La cosa bella dei sogni è che non hanno limiti: ti danno ogni sorta di potere.’
‘E’ vero. In sogno tutto è possibile.’
‘E cosa bisogna fare perché sia così anche nella vita?’
Erasmus non rispose subito. Guardò a lungo la scacchiera. Poi prese l’alfiere di Johannes con la regina. Beve un lungo sorso di grappa e lanciò uno sguardo al violino nero appeso alla parete. Infine, voltandosi verso Johannes, disse:
‘Vedi, Johannes… I sogni bisogna infrangerli’‘Il Violino Nero‘, Maxence Fermine.
Infrangere l’onirico specchio, divenire realtà.
Questo è ciò che mi aspetto.
Attendo, nel buio, poiché il destino è scritto.
Nulla avviene per caso.
Per secondi, la notte, custodisco tra le bianche mani l’idea di noi.
I sogni, immagini disciolte nella mente,
Per me, l’essenza della vita.
1) La mia età al mio prossimo compleanno.

2) Un posto che vorrei visitare.

3) Il tuo posto preferito.

4) Il mio oggetto preferito.

5) Il mio cibo preferito.

6) Il mio colore preferito.

7) La città in cui vivo.

8 ) Il nome di un animale domestico che hai avuto.

9) Una mia brutta abitudine.

10) La mia vacanza preferita.


Dovrei perdere questa maledetta abitudine di pensarti.
Mi è così difficile.
Ho paura che questa situazione durerà poco. Percepisco nuovo vento di bufera.
Le cose cambieranno, ancora, e in peggio.
Io progettavo, sai. Carezzavo il sogno di poter essere felici infine.
Poter evitare tutto ciò che ti angosciava, che ti rendeva così pieno di insoddisfazione.
Mi rendo conto che è impossibile.
Io ti ho dato il mondo e sei stato capace di rifiutarlo.
La tua inquietudine è indelebile. Il vuoto dentro di te non sarà mai colmo.
Vorrei solo poter dimenticare i pochi ma luminosi momenti.
Vorrei non sentirmi così sola ed inadeguata.
Ho avuto l’illusione di essere forte. Non è così.
Sono scesa a compromessi. Lo sto facendo tutt’ora.
Per poche ore di momentaneo e finto benessere ti sto permettendo di
lacerare la mia anima.
E tutto questo per una fottuta dipendenza.
Ma io cosa voglio? Non lo so.
So solo che vorrei che questo dolore finisse ma, ora come ora,
non ho la possibilità di calmare il pianto.
I singhiozzi mi stanno soffocando lentamente.
E io ci ho provato, lo giuro, a raddrizzare la schiena, a respirare aria nuova.
Ma non appena mi sono resa conto che questa non era realtà, che mi ero costruita una nuova vita basata sulle mia fantasia del tutto infondata, sono crollata di nuovo tra le tue braccia.
Tu mi stringi, ma è una morsa terribile e fredda.
Voglio respirare. Ancora.
Ma non lo posso fare da sola.

Quegli occhi.
Quello sguardo.
Mi hanno aperto le porte del paradiso,
Facendomi precipitare in un luttuoso inferno.
Ho toccato la morte con le labbra.
Il suo segno ora è indelebile.

Ed è L’estasi della separazione…
Quando l’angoscia si trasforma in rassegnazione.
Siamo dunque intrappolati in una bara di carne e sangue.
Quando alla parola ”morte” non vi è più reazione,
Qualcosa cambia.
I valori svaniscono.
Ci trasciniamo in un percorso chiuso, fino a quando
qualche parte di noi non si arrende.
Io…
Sto solamente aspettando.

Hai mai annusato il mare in tempesta?
Quando hai aperto l’occhio della chiaroveggenza
e perso la luce dei sogni?
La sensazione è di estrema diabolica consapevolezza.