Archivio per giugno, 2012

Erase / Rewind

Posted in Uncategorized on giugno 27, 2012 by Unornya

Ora che so cosa significa stare con qualcuno che ti vuole bene veramente

Il ricordo del male che mi avete fatto mi dà solamente un po’ di nausea.

 

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Vivere qui mi taglia la t…

Posted in Uncategorized with tags on giugno 6, 2012 by Unornya

Vivere qui mi taglia la testa. non so camminare per strada. vedo i mostri sulle pareti delle strade. ghigni. le persone che conversano sedute nei bar mi terrorizzano. le conversazioni mi terrorizzano. gli occhi che guardano i miei occhi. non so usare i miei occhi. non so come si guardano gli occhi che mi guardano. i sorrisi sono ragni morti. le voci nelle piazze sono teste di maiale. spuntano coltelli davanti a un nome. beato l’orrore. figlio della purezza.

Isabella Santacroce

Reveries

Posted in Reality on giugno 5, 2012 by Unornya

Hai fatto tutto ciò che era in tuo potere per rovinare ciò che c’era.

Hai sempre sparlato alle mie spalle, pensando che io non lo sapessi, mentre la mia non era altro che una dimostrazione di maturità, il passare oltre le piccole cose tenendo conto solamente di ciò che era importante.
Mi hai sempre preso in giro con coloro che consideravo amiche, me ne accorgevo, fingevo di non vedere per non creare imbarazzanti discussioni. Sapevo che alla fine te ne saresti tirato fuori sempre e comunque con scuse ridicole.
Ho evitato.
Hai riportato frasi che ti confidavo in momenti di sconforto alle persone interessate, ingigantendo i discorsi, ho perso più di un’amica per questo e ho rischiato di perdere una delle persone più importanti per me in questo momento.
Ti sei sempre divertito un sacco a fare il doppio gioco.
Hai fatto sì che quella che era la mia migliore amica diventasse la tua, tua soltanto, giocando sul fatto che lei fosse perdutamente innamorata di te (troppo facile, mon cher), mettendola perfino contro di me. Del resto non si può essere amici più di una persona vero? Sarebbe troppo, come dire, adulto. Non certo una roba da te.
Hai sempre raccontato un sacco di balle, da ciò che ti succedeva durante la giornata a ciò che pensavi. Peccato che tu per me fossi un libro aperto, sapevo benissimo ogni volta che mentivi.
Mi davi consigli fingendoti interessato, invece sotto tessevi una tela per ottenere ciò che volevi, anche a scapito di ciò che per me era importante.
Notevole da una persona che dice di volerti bene.
Non hai mai perso l’abitudine di prendere per il culo le persone, infatti nell’ultimo periodo tu e l’altra vi siete divertiti un sacco a malignare sull’ultimo arrivato o su persone con cui uscivo io, sempre pensando che la gente non se ne accorga…
Dei, quanta ingenuità!
Come se l’unica persona intelligente a questo mondo fossi tu, tutti gli altri sono degli zombie cerebrolesi.
Ritrovarmi ad uscire, ad avere bisogno di passare una serata tra persone che ti vogliono bene, magari la mia giornata era stata pesante, avevo bisogno di una parola, e tutto ciò che trovavo era una paradossale mania di protagonismo. Qualsiasi cosa dicessi passava inosservata, era più importante che fossi tu il protagonista, a chi importava se io avevo la morte nell’anima?
Tutt’al più se osavo sfogarmi ricevevo del silenzio in cambio, o uno sbuffo di noia.
Mi fa pena questa insicurezza, non posso nemmeno immaginare cosa ci sia nel tuo cuore per scatenare tutto questo.
Il massimo è stato sapere, da discorsi riportati, (fate attenzione con chi parlate la prossima volta) che voi pensavate che io non avrei combinato mai nulla nella vita. Con tutto quello che sto studiando e faticando per ottenere ciò che voglio, sono considerata al pari di una totale idiota. Non lo sono e questo lo sapete, ma vi brucia.

Un’idiota con la macchina, certo. Perchè a quella non dicevate mai di no vero? Anche se non ero l’unica ad avere patente e macchina.
Del resto la benzina costa, e anche guidare è faticoso, soprattutto se non si può bere nulla.
Nemmeno alle case delle vacanze si poteva dire di no, alle feste a sorpresa organizzate da me, serate a mie spese dove alla fine mi ritrovavo a notte fonda a dover ripulire tutto perchè una mano è difficile da dare, vero?
E’ facile sfruttare la gente quando questa ti vuole bene VERAMENTE e tutto ciò che può te lo dona senza volere nulla in cambio se non un briciolino di gratitudine.
Vi mancherà un giorno tutto questo, se già non vi sta mancando, ma ho raggiunto il limite.

Hai anche il coraggio di chiederti perchè non mi faccio più sentire?

L’ho fatto per troppo tempo, sempre pensando a ciò che era meglio per tutti, non sai quante cose ho mandato giù.
Hai fatto la tua scelta, dettata più da un finto orgoglio che dal buonsenso, una sorta di ribellione adolescenziale, ne sei responsabile però.

Purtroppo sono costretta a scrivere in un blog tutto questo perchè nessuno ha avuto le palle di dirmi le cose in faccia, di salvare il salvabile. E’ evidente che non ci tenevi quanto ci tenevo io.
E’ l’ultima cosa che farò, per chiudere il cerchio, da qualche parte dovevo mettere tutto questo, Ora sto meglio.
Spero solo che tu legga e capisca, o almeno ti faccia un esame di coscienza. Forse cresceresti un po’.

E’ una fortuna che io sappia sempre rialzarmi dalle delusioni, aprire gli occhi e vedere che non sono mai sola.
Chi mi vuole bene davvero l’ha saputo dimostrare.