Archive for the journèe Category

Pensieri. Che Sparano.

Posted in journèe, Reality, Songs on settembre 17, 2012 by Unornya

When the morning comes And I don’t wanna face the daylight,
When the morning comes And I can’t make my body rise,
When the morning comes And the darkness presses on all sides,
When the morning comes I’ll have to fight.

Quante volte al giorno ho bisogno di questa canzone. Le parole, come al solito, sanno essere più umane di troppe persone.
Sono in un periodo di stasi, rifletto, riposo, penso, respiro.
Ho raggiunto il traguardo principale che mi ero prefissata per quest’anno, mi sono laureata in una disciplina che amo.
Devo dire che il sentirmi realizzata era una sensazione che non provavo da tempo, è appagante.
Ho passato due giorni splendidi con parenti e amici, tutte persone venute a festeggiare per starmi vicino. Ho respirato la loro felicità per il mio successo.
E’ proprio vero che quando si chiude una porta si apre un portone, dietro una grande delusione compare sempre l’aurora.

Ora sono in un periodo di pausa dato che, una volta trovato un lavoro, difficilmente avrò occasione di riposarmi così a lungo.
Però inizio a stancarmi di non fare nulla, ho vissuto anni ed anni con l’ansia di avere sempre qualcosa di fare, qualcosa da studiare, ed ora passare un pomeriggio a guardare film mi fa sentire tremendamente in colpa.
Mi sto dedicando anima e corpo a costruire la mia casa, il mio nido, ormai il grosso è finito ma continuo ad immaginare particolari da curare.
Foto, immagini da appendere, ricordi da esibire, creatività da sfogare. E’ bellissimo potersi prendere cura di qualcosa di tuo, non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori per avermene fatto dono.
Sto anche leggendo tanto, cosa che lo studio mi ha impedito di fare, non avevo il tempo per entrambi e non ho sofferto poco.
Il perdermi in un altro mondo tra le pagine di un libro è un toccasana per l’anima, dà assuefazione, non posso farne a meno.

Ho però un bisogno impellente di viaggiare, bisogno che per ora non sono riuscita a soddisfare se non per una breve visita a Berlino.
Purtroppo le persone che vorrei con me hanno impedimenti di forza maggiore, che sia lavoro o soldi, e quindi mi ritrovo a casa a dover inventarmi ogni giorno qualcosa da fare.
Sto seriamente pensando di andare da sola, se non lo faccio ora dubito avrò altre occasioni.
Vorrei visitare l’Inghilterra, assaporarne l’aria per almeno una settimana, i soliti weekend sono troppo brevi.
Vorrei ammirare le Highlands della Scozia, le scogliere dell’Irlanda, i prati del Galles.
Vorrei passare una giornata a fissare l’orizzonte attraverso un fiordo Norvegese, passeggiare nei boschi in Finlandia.
Vorrei vedere capolavori nei musei spagnoli e perdermi tra le vie di Parigi.
Ho bisogno di vedere il mondo, questo paese, pur essendo casa mia, è sempre troppo piccolo, troppo triviale.
Ho bisogno di organizzare qualcosa o impazzirò.

Fuori è notte, finalmente un po’ di fresco entra dalla finestra, questo caldo estivo mi annienta sempre di più.
Voglio il freddo sulla pelle, la pioggia, la neve, i vestiti pesanti, il crogiolarsi vicino ad un camino col profumo della legna che brucia.

Il vero bisogno è il cambiamento, sono una persona dinamica, se mi si tolgono le novità mi si toglie la vita.
Lo svegliarmi al pomeriggio mi sta annoiando tremendamente.

Vorrei anche tanto imparare qualche lingua, ora ne ho il tempo, potrei dedicarmici. Il Francese prima di ogni altra, ne ho necessità.

Ho anche altri 4 disegni da tatuarmi sul corpo, per quelli devo aspettare ottobre, non vedo l’ora di sentire gli aghi sulla pelle, l’eterno inchiostro a sigillare ciò che per me è importante.

Vado a bere un thè caldo, il primo della stagione. Spero che questi pensieri trovino compimento prima o poi.
Liberami dall’inquietudine se puoi.

Cold Void

Posted in journèe, Leidenschaft, Missing, sorrow on ottobre 18, 2009 by Unornya

Ovunque io guardi, vedo la tua assenza.
Ci sono troppe cose a ricordarmi che non avrò più la facoltà di tenerti per mano.
Avrò ancora il coraggio di tornare là, dove ci rifugiavamo
dal caldo soffocante e dalla gente
Parole, sigarette, aria fresca, buio e silenzio.
Amavamo quel posto.
Uno sguardo, un tuffo al cuore…la mia mente si precipita in quel luogo
dove il tempo, per noi, non passava.
Tornarci da sola sarà devastante,
Ma solo sapere che un po’ della nostra essenza è permeata in quel terreno umido,
in quegli alberi alti e taglienti, in quella luna pallida e silenziosa…
sapere questo sarà un temporaneo balsamo per nuove lacerazioni.

But a Cold Heart is a dead heart.

Consulto gli arcani ogni giorno, alla ricerca di qualche risposta che soddisfi il mio ego.
Non ve n’è traccia.
Tutte le sibille mi riportano alla fine di una rapporto, una delusione, un dolore forte.
Tutto ciò, solo pochi mesi fa ci sarebbe sembrato un grottesco paradosso.

That is not dead, which can eternal lie, but in strange eons, even Death may die.

Tutta colpa del Grande Demone Celeste

Posted in journèe on gennaio 14, 2009 by Unornya

Dimenticavo…

Ieri è stata una giornata memorabile in quanto a sfiga…per fortuna ad accompagnarmi e a beccarsi le ripercussioni di tutto questo c’era la mia amica Marta…Veramente al limite dell’incredibile. Ecco i punti di questa terribile giornata:

  • C’era l’esame di chimica generale.
  • io dopo il secondo esame studiato e non passato ho deciso di copiare spudoratamente dai miei bigliettini.
  • Ore 6.00: il mio gatto mi sveglia grattando la porta.
  • Ore 9.00 sono davanti all’università ad aspettare Marta per prenderci i posti in fondo per una copiata perfetta.
  • Ore 9.20 Arriva in ritardo causa scompiglio dei treni spaventoso.
  • Appoggiamo delle borse in aula per prenderci i posti e fuggiamo a casa mia per preparare i bigliettini.
  • Ore 12.15 siamo in facoltà ad aspettare che inizi l’esame ma scopriamo che il prof è andato nei casini a causa di gente che è andata in classe 4 ore prima ad occupare i posti dietro.
  • Ore 12.16 scopriamo che un altro prof ha dato di matto ed è andato a cercare un’altra aula per il nostro esame.
  • Ore 12.17 scopriamo che la nostra roba è stata buttata chissàdove…non la troveremo mai più.
  • Ore 12.40 si è liberata l’aula più spaziosa di Padova. Impossibile copiare.
  • Ore 13.15 siamo in aula in terza fila illudendoci di poter comunque passare il compito.
  • Ore 13.30 arriva il prof e ci sposta. Le uniche due imbecilli in prima fila, in mezzo.
  • Inoltre il prof dice che non riusciremo mai più a copiare poichè ha tenuto gli stessi esercizi dei quiz ma cambiando tutti i dati.
  • Scrivo Nome e cognome e me ne vado al bar.
  • Marta deve prelevare.
  • La banca ha finito le banconote.
  • La banca di fronte ha lo sportello fuori servizio.
  • Le pago io un caffè sperando che, data la fortuna del momento, non ci abbiano defecato dentro.
  • Al ritorno, ciliegina sulla torta, un bambino si mette a prendere a calci una montagnola di neve ghiacciata proprio davanti al mio cospetto.

Tornata a casa ho disinfettato l’appartamento con sale e varecchina. Deve essere tutta opera del Grande Demone Celeste. Quel grande figlio di puttana.

A fine giornata arriva l’illuminazione.

Posted in journèe, sorrow on novembre 16, 2008 by Unornya

E come al solito…non saprei nemmeno come finire questa frase.

Ma come iniziarla è chiarissimo…come al solito… la mia vita è una canzone al repeat…

Continui ad ascoltarla, si ripetono note, strofe, voci…ed è sempre uguale… non si capisce dov’è sbagliata e come migliorarla…

La mia vita intera è una canzone al repeat…non si imparerà mai nulla…

Fanculo.

Posted in journèe on settembre 2, 2008 by Unornya

E’ ritornato il mal di testa…Oggi non riesco nemmeno ad andare a lezione all’università.
E’ una maledizione questo dolore lancinante al cranio. Si è insinuato abilmente fra i miei pensieri.

Decisamente bravo visto che ne ho una rete fitta. Tutte queste preoccupazioni e le poche ore di sonno mi fanno male. Eccome se fanno male. Ma va bene così.