Archive for the Leidenschaft Category

Plug In

Posted in Leidenschaft, Reality, Songs on dicembre 6, 2012 by Unornya

I’ve exposed your lies, baby
The underneath is no big surprise
Now it’s time for changing
And cleansing everything
To forget your love

Realizzo solo adesso che bastava asciugare gli occhi,
rendere nitide le immagini, mettere a fuoco.
Tutto è sotto una nuova luce ora.

Talvolta lo penso, sai, che le cose sarebbero potute andare diversamente…
Se solo non avessimo attirato la sfortuna dei bicchieri con le fragole.
I bicchieri si sono frantumati

Alla fine, penso, non sono mai esistiti.

Li avevo immaginati solo io, forse.
Ho tentato di tenere insieme i cocci, tagliandomi le mani, facendomi male,
La crepa era troppo grande, le mie dita hanno ceduto.

My plug in baby
Crucifies my enemies
When I’m tired of giving

Stanca di non ottenere nulla ho lasciato che le cose facessero il suo corso,
hai sparato, una parte di me è morta per sempre, non tornerà mai più.

Ogni persona fa le sue scelte e ne è responsabile.

Don’t confuse
Baby you’re gonna lose
Your own game
Change me
Replace the envying
To forget your love

Non ti ringrazierò mai abbastanza per aver fatto in modo che mi accorgessi di cosa ho attorno.
Se cado, ora qualcuno che mi prende la mano c’è.
La nebbia si è diradata, il tessuto pesante che ottenebrava la mia mente ora non è altro che un logoro straccio.

Dopo tanto male, dopo tanta bontà malriposta, posso ridere di ciò che è stato,
racchiudendo tra le unghie i bei ricordi senza rimpiangerli.

Lascio volentieri la melma nera a soffocare le tue vene ora,
io preferisco respirare.

Minster Lovell, 19 dicembre 1911, ore 3,30

Posted in Leidenschaft, Uncategorized with tags , , on settembre 18, 2012 by Unornya

Io odio l’amore, parlo sempre male di lui, perchè è il luogo dove sono stata uccisa. Sono stata uccisa ad Amore, sai dov’è? È un paese piccolo, senza finestre, dove i sogni diventano incubi all’improvviso, e un sorriso diventa un ghigno, all’improvviso. Io ho paura dell’amore, perchè non c’è altro che amo. Io amo Amore, quel paese piccolo, senza finestre, che mi ha ucciso.

Le righe giuste al momento giusto, as usual. Dei, datemi la resistenza, ve ne prego.

Trauerbrandung

Posted in Leidenschaft, Reality on aprile 30, 2012 by Unornya

E’ proprio nel bel mezzo del bisogno più viscerale che realizzi di essere sola.
Credi con tutta te stessa in rapporti che durano da una vita, li stringi forte tra le mani come a proteggere un tesoro.
E poi? Rilassi i palmi e tra le dita non hai altro che cenere.
E’ tutto ciò che resta di quella cosa a cui hai dato infinita importanza, difendendola da ghiaccio e fuoco.
E’ successo altre volte, lo so, ma questa volta c’è qualcosa di diverso:
Non fa male.

Fragen ragen über Fragen,
Und niemand kann lang’ Antwort sagen,
Was Einsamkeit? was Richtigkeit?
Was Mut und Überheblichkeit?
Was Liebe, Freund und Eigenheit?

Riesco a sentire un bozzolo attorno a me, è d’acciaio, non lascia passare molto.
La mia schiena è dritta e leggera. Le parole degli altri mi scivolano addosso.

STO. DIVENENDO. PIETRA.

Forse, se il distacco avviene lentamente, in fondo non è la peggiore delle ipotesi.
Hai tutto il tempo di osservare pro e contro, valutare, provare sulla pelle e decidere.
Inizialmente è una percezione, un fastidioso senso di abbandono che però svanisce com’è arrivato.
Ferisce, ti viene a mancare la terra sotto i piedi, non sai come comportarti, sai solo che questa notte sotto le coperte piangerai, oh se piangerai.

Ich denke und frage und weine sehr,
Ich fühle und frage und weine sehr.

Ma poi vedi con i tuoi occhi che la pelle si cicatrizza, le lacrime evaporano, la terra è lì, proprio sotto di te.

Trauerbrandung – Ich trinke Tränen.
Ich schöpfe Kraft.

Magari, con l’andare degli anni, tutto ciò è solo una presa di coscienza del fatto che non puoi amare chi non ti ama.

Così come non puoi voler bene a chi ti dimostra ampiamente che tu per loro non sei altro che un’Ombra.

Un’Ombra estremamente utile, certo. Quest’Ombra c’è sempre stata nel momento del bisogno.
Quando calavano le tenebre e la paura di assale, quella povera Ombra era lì per sussurrarti:
‘Non sei da solo, dormi’

Ma quest’Ombra chi aveva a vegliare sulle sue lacrime? Quando la disperazione si impossessava di lei l’Ombra vedeva attorno a sé solamente persone annoiate, che aspettavano il prossimo cambio d’umore per poter sfruttare ancora tutta la sua forza vitale. Quest’Ombra ha dato così tanto e ricevuto nulla.

Beh, che dire, io non sono più un’Ombra, sono di carne e sangue
e sono qui solo grazie alla mia forza.
Non bastano pochi momenti di ilarità, per quanto piacevoli possano essere, a costruire palazzi d’avorio.

Per quelli sono necessari un duro lavoro e azioni materiali. Da entrambi i lati.
Forse mi sono solamente stancata di sentire dolore.

Una reazione naturale, come il fisico che va ad isolare il corpo estraneo potenzialmente dannoso.

Non è nient’altro che vita. E io adesso ne posso sentire, finalmente, il sapore.

Manch’ Empfindung dringt zum Herzen
Als die Wucht aller Schmerzen,
Doch dies bitterwonnige Beben,
Ist mein Puls für inniges Leben.

…Sento

Posted in Leidenschaft on febbraio 27, 2012 by Unornya

Sento la poesia che torna. Parole che danzano, finalmente armoniose…
Sei mancata.

Dreaming out loud.

Posted in Leidenschaft, Reality on marzo 9, 2010 by Unornya

‘La cosa bella dei sogni è che non hanno limiti: ti danno ogni sorta di potere.’
‘E’ vero. In sogno tutto è possibile.’
‘E cosa bisogna fare perché sia così anche nella vita?’
Erasmus non rispose subito. Guardò a lungo la scacchiera. Poi prese l’alfiere di Johannes con la regina. Beve un lungo sorso di grappa e lanciò uno sguardo al violino nero appeso alla parete. Infine, voltandosi verso Johannes, disse:
‘Vedi, Johannes… I sogni bisogna infrangerli’

Il Violino Nero‘, Maxence Fermine.

Infrangere l’onirico specchio, divenire realtà.
Questo è ciò che mi aspetto.
Attendo, nel buio, poiché il destino è scritto.
Nulla avviene per caso.
Per secondi, la notte, custodisco tra le bianche mani l’idea di noi.
I sogni, immagini disciolte nella mente,
Per me, l’essenza della vita.

Cold Void

Posted in journèe, Leidenschaft, Missing, sorrow on ottobre 18, 2009 by Unornya

Ovunque io guardi, vedo la tua assenza.
Ci sono troppe cose a ricordarmi che non avrò più la facoltà di tenerti per mano.
Avrò ancora il coraggio di tornare là, dove ci rifugiavamo
dal caldo soffocante e dalla gente
Parole, sigarette, aria fresca, buio e silenzio.
Amavamo quel posto.
Uno sguardo, un tuffo al cuore…la mia mente si precipita in quel luogo
dove il tempo, per noi, non passava.
Tornarci da sola sarà devastante,
Ma solo sapere che un po’ della nostra essenza è permeata in quel terreno umido,
in quegli alberi alti e taglienti, in quella luna pallida e silenziosa…
sapere questo sarà un temporaneo balsamo per nuove lacerazioni.

But a Cold Heart is a dead heart.

Consulto gli arcani ogni giorno, alla ricerca di qualche risposta che soddisfi il mio ego.
Non ve n’è traccia.
Tutte le sibille mi riportano alla fine di una rapporto, una delusione, un dolore forte.
Tutto ciò, solo pochi mesi fa ci sarebbe sembrato un grottesco paradosso.

That is not dead, which can eternal lie, but in strange eons, even Death may die.

Lumen in Umbra

Posted in Leidenschaft, Reality on settembre 7, 2009 by Unornya

Bright Revelation of Doom
L’ennesimo dolore allo stomaco. L’ennesimo attacco da parte di persone ”non degne”.

Analizzando l’aura di insofferenza e superbia attorno a me la situazione si espone come la seguente:

Io non sono una persona facile da gestire. Posso risultare adorabile come al massimo del detestabile. Il mio umore ha ripetuti e forti sbalzi e nemmeno io sono in grado di controllare le mie azioni. I miei gusti, in fatto di ogni singolo elemento che mi circondi, sono assolutamente dissimili da qualsiasi concetto di perbenismo, moralismo e facile convivenza.
Tendo a scremare gli elementi che non concernono il mio essere, e nemmeno un anno di psicoanalisi è riuscito ad estirpare questa mia caratteristica che mi porta alla Misantropìa.
Amo e, ripeto, AMO la mia solitudine, il dialogare con i miei demoni, non vedere nessuna anima viva per giorni, il silenzio assoluto, l’estraniarsi pienamente dal mondo, chiudermi al buio con la sola compagnia della mia insolita personalità; tutto questo per me è Sacro e Ieratico.
Inoltre possiedo la meravigliosa abitudine di mostrare a chiunque rientri nel mio campo d’azione ciò che penso e perchè lo penso.

Sono quindi arrivata a delle conclusioni che, per quanto bizzarre e aberranti possano risultare, si sono presentate di fronte ai miei occhi limpide e luminose:

I soli legami che, in tutta la vita, potrò instaurare sono rappresentati dai miei due punti fissi, coloro che, davvero stavolta, raffigurano i miei fari in un mare burrascoso, il porto sicuro, le persone che amano il mio modo di vivere a prescindere da ogni cosa; la mia famiglia e l’uomo che ritengo adatto a stare al mio fianco.
Non desidero davvero nient’altro.
L’amicizia, l’ho imparato a mie spese, è un valore effimero, troppe volte travisato dalla società odierna che tende al volgere ogni cosa al bene, alla bontà, ai sogni.
Un eccesso di realtà nella mia prematura giovinezza ha fatto sì che il lato oscuro delle cose potesse venire estetizzato, in una visione inquietante ma mia, e finalmente reale.
Non ho mai incontrato amici che ci fossero in ogni momento di bisogno. Nessuno, umanamente, ne è in grado.
Non esiste una persona uguale a noi, per quanto le menti saranno connesse per affinità ci sarà sempre un elemento di discordia.
Il ”migliore amico” non esiste. Si perde tempo a volerne riconoscere la sagoma fra le nostre conoscenze, ma non lo si troverà mai.
Non riusciamo nemmeno ad essere amici di noi stessi, la maggior parte delle volte.
Ho preso troppi abbagli per colpa di questa “amicizia”.
L’amore, al contrario, se è vero si presenta nella sua forma più evidente. E’, a mio avviso, il solo sentimento necessario al sopravvivere umano.
Non ambisco ad altro, mi limiterò a frequentare delle persone che conosco, così facendo mi eviterò il continuo rendiconto delle mie azioni a persone che predicano bene e razzolano male.