Archive for the Reality Category

Plug In

Posted in Leidenschaft, Reality, Songs on dicembre 6, 2012 by Unornya

I’ve exposed your lies, baby
The underneath is no big surprise
Now it’s time for changing
And cleansing everything
To forget your love

Realizzo solo adesso che bastava asciugare gli occhi,
rendere nitide le immagini, mettere a fuoco.
Tutto è sotto una nuova luce ora.

Talvolta lo penso, sai, che le cose sarebbero potute andare diversamente…
Se solo non avessimo attirato la sfortuna dei bicchieri con le fragole.
I bicchieri si sono frantumati

Alla fine, penso, non sono mai esistiti.

Li avevo immaginati solo io, forse.
Ho tentato di tenere insieme i cocci, tagliandomi le mani, facendomi male,
La crepa era troppo grande, le mie dita hanno ceduto.

My plug in baby
Crucifies my enemies
When I’m tired of giving

Stanca di non ottenere nulla ho lasciato che le cose facessero il suo corso,
hai sparato, una parte di me è morta per sempre, non tornerà mai più.

Ogni persona fa le sue scelte e ne è responsabile.

Don’t confuse
Baby you’re gonna lose
Your own game
Change me
Replace the envying
To forget your love

Non ti ringrazierò mai abbastanza per aver fatto in modo che mi accorgessi di cosa ho attorno.
Se cado, ora qualcuno che mi prende la mano c’è.
La nebbia si è diradata, il tessuto pesante che ottenebrava la mia mente ora non è altro che un logoro straccio.

Dopo tanto male, dopo tanta bontà malriposta, posso ridere di ciò che è stato,
racchiudendo tra le unghie i bei ricordi senza rimpiangerli.

Lascio volentieri la melma nera a soffocare le tue vene ora,
io preferisco respirare.

Pensieri. Che Sparano.

Posted in journèe, Reality, Songs on settembre 17, 2012 by Unornya

When the morning comes And I don’t wanna face the daylight,
When the morning comes And I can’t make my body rise,
When the morning comes And the darkness presses on all sides,
When the morning comes I’ll have to fight.

Quante volte al giorno ho bisogno di questa canzone. Le parole, come al solito, sanno essere più umane di troppe persone.
Sono in un periodo di stasi, rifletto, riposo, penso, respiro.
Ho raggiunto il traguardo principale che mi ero prefissata per quest’anno, mi sono laureata in una disciplina che amo.
Devo dire che il sentirmi realizzata era una sensazione che non provavo da tempo, è appagante.
Ho passato due giorni splendidi con parenti e amici, tutte persone venute a festeggiare per starmi vicino. Ho respirato la loro felicità per il mio successo.
E’ proprio vero che quando si chiude una porta si apre un portone, dietro una grande delusione compare sempre l’aurora.

Ora sono in un periodo di pausa dato che, una volta trovato un lavoro, difficilmente avrò occasione di riposarmi così a lungo.
Però inizio a stancarmi di non fare nulla, ho vissuto anni ed anni con l’ansia di avere sempre qualcosa di fare, qualcosa da studiare, ed ora passare un pomeriggio a guardare film mi fa sentire tremendamente in colpa.
Mi sto dedicando anima e corpo a costruire la mia casa, il mio nido, ormai il grosso è finito ma continuo ad immaginare particolari da curare.
Foto, immagini da appendere, ricordi da esibire, creatività da sfogare. E’ bellissimo potersi prendere cura di qualcosa di tuo, non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori per avermene fatto dono.
Sto anche leggendo tanto, cosa che lo studio mi ha impedito di fare, non avevo il tempo per entrambi e non ho sofferto poco.
Il perdermi in un altro mondo tra le pagine di un libro è un toccasana per l’anima, dà assuefazione, non posso farne a meno.

Ho però un bisogno impellente di viaggiare, bisogno che per ora non sono riuscita a soddisfare se non per una breve visita a Berlino.
Purtroppo le persone che vorrei con me hanno impedimenti di forza maggiore, che sia lavoro o soldi, e quindi mi ritrovo a casa a dover inventarmi ogni giorno qualcosa da fare.
Sto seriamente pensando di andare da sola, se non lo faccio ora dubito avrò altre occasioni.
Vorrei visitare l’Inghilterra, assaporarne l’aria per almeno una settimana, i soliti weekend sono troppo brevi.
Vorrei ammirare le Highlands della Scozia, le scogliere dell’Irlanda, i prati del Galles.
Vorrei passare una giornata a fissare l’orizzonte attraverso un fiordo Norvegese, passeggiare nei boschi in Finlandia.
Vorrei vedere capolavori nei musei spagnoli e perdermi tra le vie di Parigi.
Ho bisogno di vedere il mondo, questo paese, pur essendo casa mia, è sempre troppo piccolo, troppo triviale.
Ho bisogno di organizzare qualcosa o impazzirò.

Fuori è notte, finalmente un po’ di fresco entra dalla finestra, questo caldo estivo mi annienta sempre di più.
Voglio il freddo sulla pelle, la pioggia, la neve, i vestiti pesanti, il crogiolarsi vicino ad un camino col profumo della legna che brucia.

Il vero bisogno è il cambiamento, sono una persona dinamica, se mi si tolgono le novità mi si toglie la vita.
Lo svegliarmi al pomeriggio mi sta annoiando tremendamente.

Vorrei anche tanto imparare qualche lingua, ora ne ho il tempo, potrei dedicarmici. Il Francese prima di ogni altra, ne ho necessità.

Ho anche altri 4 disegni da tatuarmi sul corpo, per quelli devo aspettare ottobre, non vedo l’ora di sentire gli aghi sulla pelle, l’eterno inchiostro a sigillare ciò che per me è importante.

Vado a bere un thè caldo, il primo della stagione. Spero che questi pensieri trovino compimento prima o poi.
Liberami dall’inquietudine se puoi.

Reveries

Posted in Reality on giugno 5, 2012 by Unornya

Hai fatto tutto ciò che era in tuo potere per rovinare ciò che c’era.

Hai sempre sparlato alle mie spalle, pensando che io non lo sapessi, mentre la mia non era altro che una dimostrazione di maturità, il passare oltre le piccole cose tenendo conto solamente di ciò che era importante.
Mi hai sempre preso in giro con coloro che consideravo amiche, me ne accorgevo, fingevo di non vedere per non creare imbarazzanti discussioni. Sapevo che alla fine te ne saresti tirato fuori sempre e comunque con scuse ridicole.
Ho evitato.
Hai riportato frasi che ti confidavo in momenti di sconforto alle persone interessate, ingigantendo i discorsi, ho perso più di un’amica per questo e ho rischiato di perdere una delle persone più importanti per me in questo momento.
Ti sei sempre divertito un sacco a fare il doppio gioco.
Hai fatto sì che quella che era la mia migliore amica diventasse la tua, tua soltanto, giocando sul fatto che lei fosse perdutamente innamorata di te (troppo facile, mon cher), mettendola perfino contro di me. Del resto non si può essere amici più di una persona vero? Sarebbe troppo, come dire, adulto. Non certo una roba da te.
Hai sempre raccontato un sacco di balle, da ciò che ti succedeva durante la giornata a ciò che pensavi. Peccato che tu per me fossi un libro aperto, sapevo benissimo ogni volta che mentivi.
Mi davi consigli fingendoti interessato, invece sotto tessevi una tela per ottenere ciò che volevi, anche a scapito di ciò che per me era importante.
Notevole da una persona che dice di volerti bene.
Non hai mai perso l’abitudine di prendere per il culo le persone, infatti nell’ultimo periodo tu e l’altra vi siete divertiti un sacco a malignare sull’ultimo arrivato o su persone con cui uscivo io, sempre pensando che la gente non se ne accorga…
Dei, quanta ingenuità!
Come se l’unica persona intelligente a questo mondo fossi tu, tutti gli altri sono degli zombie cerebrolesi.
Ritrovarmi ad uscire, ad avere bisogno di passare una serata tra persone che ti vogliono bene, magari la mia giornata era stata pesante, avevo bisogno di una parola, e tutto ciò che trovavo era una paradossale mania di protagonismo. Qualsiasi cosa dicessi passava inosservata, era più importante che fossi tu il protagonista, a chi importava se io avevo la morte nell’anima?
Tutt’al più se osavo sfogarmi ricevevo del silenzio in cambio, o uno sbuffo di noia.
Mi fa pena questa insicurezza, non posso nemmeno immaginare cosa ci sia nel tuo cuore per scatenare tutto questo.
Il massimo è stato sapere, da discorsi riportati, (fate attenzione con chi parlate la prossima volta) che voi pensavate che io non avrei combinato mai nulla nella vita. Con tutto quello che sto studiando e faticando per ottenere ciò che voglio, sono considerata al pari di una totale idiota. Non lo sono e questo lo sapete, ma vi brucia.

Un’idiota con la macchina, certo. Perchè a quella non dicevate mai di no vero? Anche se non ero l’unica ad avere patente e macchina.
Del resto la benzina costa, e anche guidare è faticoso, soprattutto se non si può bere nulla.
Nemmeno alle case delle vacanze si poteva dire di no, alle feste a sorpresa organizzate da me, serate a mie spese dove alla fine mi ritrovavo a notte fonda a dover ripulire tutto perchè una mano è difficile da dare, vero?
E’ facile sfruttare la gente quando questa ti vuole bene VERAMENTE e tutto ciò che può te lo dona senza volere nulla in cambio se non un briciolino di gratitudine.
Vi mancherà un giorno tutto questo, se già non vi sta mancando, ma ho raggiunto il limite.

Hai anche il coraggio di chiederti perchè non mi faccio più sentire?

L’ho fatto per troppo tempo, sempre pensando a ciò che era meglio per tutti, non sai quante cose ho mandato giù.
Hai fatto la tua scelta, dettata più da un finto orgoglio che dal buonsenso, una sorta di ribellione adolescenziale, ne sei responsabile però.

Purtroppo sono costretta a scrivere in un blog tutto questo perchè nessuno ha avuto le palle di dirmi le cose in faccia, di salvare il salvabile. E’ evidente che non ci tenevi quanto ci tenevo io.
E’ l’ultima cosa che farò, per chiudere il cerchio, da qualche parte dovevo mettere tutto questo, Ora sto meglio.
Spero solo che tu legga e capisca, o almeno ti faccia un esame di coscienza. Forse cresceresti un po’.

E’ una fortuna che io sappia sempre rialzarmi dalle delusioni, aprire gli occhi e vedere che non sono mai sola.
Chi mi vuole bene davvero l’ha saputo dimostrare.

New Eyes.

Posted in Reality on maggio 24, 2012 by Unornya

Libera da quel terrore della solitudine.
Sono leggera, cremisi foglia di acero che scivola sull’acqua, trasportata dalle correnti.

‘Not Love, but Time will heal your deep wounds.’

Sono in quella fase in cui ti guardi attorno e vedi che nel buio qualche luce c’è,
Si palesano sempre di più, sempre più accecanti.
Nonostante tutto, raccolgo un po’ di ottimismo rimasto in fondo all’anima.

Ti illudi con legami che durano da anni, pensi che ti ritroverai anziano con le stesse persone, con le stesse certezze.
Ma le persone hanno l’innata capacità di deluderti.
Bisogna imparare a riprendersi, passando sopra a tutto.
Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, in questo caso anche troppo.

Ma se riesci a non farti scoraggiare dalle negatività riesci a vedere che non tutti i fiori sono appassiti.
Ci sono persone che quando stai male, anche una cosa banale e per nulla importante, comunque si preoccupano e vogliono starti vicino.
Persone che ti scrivono solo per chiederti ‘come stai?’.
Scopri che si può passare una serata davanti ad una tisana, rilassandosi, chiacchierando, senza riservare cattiverie o malelingue per chi non è presente, senza inutili ipocrisie e bambinate a fare da tema alla discussione.
Ci sono persone che quando vogliono vederti prendono la macchina e vengono da te, anche solo per mezz’ora, solo per salutarti.
C’è chi per festeggiare un esame passato ti dice ‘stasera ti passo a prendere e guido io, così puoi bere’.
Esiste chi, pur non condividendo al massimo i tuoi gusti, ti accompagna ad un concerto, pur di passare una serata divertente con te.
C’è chi davvero ti ascolta quando ti esprimi nel bene o nel male, chi si interessa a ciò che hai da dire senza interromperti cambiando discorso, giusto per farti notare di essere tremendamente tedioso.

Io, non abituata a tanta grazia, vedo che c’è chi davvero si rallegra per i tuoi successi, senza la minima ombra di invidia o fastidio. Chi i problemi li affronta con te, puntando a risolverli, non piantando coltelli alle spalle.

E’ così meravigliosamente strano per me essere reputata più di una semplice autista, dedita ad andare solamente dove decidono gli altri, tanto io sono la pazza, quella che ha pensieri strani e noiosi, che dice solo cose stupide e che non vale la pena di considerata.

Non riesco a capacitarmi di tutto questo sentirsi appagati facendo del male a persone che ti aprono il cuore e ti vogliono bene. Dov’è il senso? Come fai a sentirti apposto con te stesso dopo?

Non funziona come nei film, dove la stronzetta di turno è temuta e allo stesso tempo ammirata da tutti. L’aggressività non è una risposta per ottenere fama o circondarsi di conoscenti.
Nella vita reale gli stronzi rimangono da soli. Al massimo si ritrovano con persone prive di ogni personalità, solamente in grado di dare loro ragione pur di non essere offesi e di ricevere il contentino ogni tanto.

In ogni caso, è evidente che tutto procede secondo un disegno, ciò che è negativo inizialmente si rivela positivo col passare del tempo. Tutto si incastra perfettamente.
Bisogna avere fiducia.

Nel bene o nel male, Grazie. Vedo sempre più chiaramente.

Trauerbrandung

Posted in Leidenschaft, Reality on aprile 30, 2012 by Unornya

E’ proprio nel bel mezzo del bisogno più viscerale che realizzi di essere sola.
Credi con tutta te stessa in rapporti che durano da una vita, li stringi forte tra le mani come a proteggere un tesoro.
E poi? Rilassi i palmi e tra le dita non hai altro che cenere.
E’ tutto ciò che resta di quella cosa a cui hai dato infinita importanza, difendendola da ghiaccio e fuoco.
E’ successo altre volte, lo so, ma questa volta c’è qualcosa di diverso:
Non fa male.

Fragen ragen über Fragen,
Und niemand kann lang’ Antwort sagen,
Was Einsamkeit? was Richtigkeit?
Was Mut und Überheblichkeit?
Was Liebe, Freund und Eigenheit?

Riesco a sentire un bozzolo attorno a me, è d’acciaio, non lascia passare molto.
La mia schiena è dritta e leggera. Le parole degli altri mi scivolano addosso.

STO. DIVENENDO. PIETRA.

Forse, se il distacco avviene lentamente, in fondo non è la peggiore delle ipotesi.
Hai tutto il tempo di osservare pro e contro, valutare, provare sulla pelle e decidere.
Inizialmente è una percezione, un fastidioso senso di abbandono che però svanisce com’è arrivato.
Ferisce, ti viene a mancare la terra sotto i piedi, non sai come comportarti, sai solo che questa notte sotto le coperte piangerai, oh se piangerai.

Ich denke und frage und weine sehr,
Ich fühle und frage und weine sehr.

Ma poi vedi con i tuoi occhi che la pelle si cicatrizza, le lacrime evaporano, la terra è lì, proprio sotto di te.

Trauerbrandung – Ich trinke Tränen.
Ich schöpfe Kraft.

Magari, con l’andare degli anni, tutto ciò è solo una presa di coscienza del fatto che non puoi amare chi non ti ama.

Così come non puoi voler bene a chi ti dimostra ampiamente che tu per loro non sei altro che un’Ombra.

Un’Ombra estremamente utile, certo. Quest’Ombra c’è sempre stata nel momento del bisogno.
Quando calavano le tenebre e la paura di assale, quella povera Ombra era lì per sussurrarti:
‘Non sei da solo, dormi’

Ma quest’Ombra chi aveva a vegliare sulle sue lacrime? Quando la disperazione si impossessava di lei l’Ombra vedeva attorno a sé solamente persone annoiate, che aspettavano il prossimo cambio d’umore per poter sfruttare ancora tutta la sua forza vitale. Quest’Ombra ha dato così tanto e ricevuto nulla.

Beh, che dire, io non sono più un’Ombra, sono di carne e sangue
e sono qui solo grazie alla mia forza.
Non bastano pochi momenti di ilarità, per quanto piacevoli possano essere, a costruire palazzi d’avorio.

Per quelli sono necessari un duro lavoro e azioni materiali. Da entrambi i lati.
Forse mi sono solamente stancata di sentire dolore.

Una reazione naturale, come il fisico che va ad isolare il corpo estraneo potenzialmente dannoso.

Non è nient’altro che vita. E io adesso ne posso sentire, finalmente, il sapore.

Manch’ Empfindung dringt zum Herzen
Als die Wucht aller Schmerzen,
Doch dies bitterwonnige Beben,
Ist mein Puls für inniges Leben.

That’s It!

Posted in Reality, Uncategorized on marzo 8, 2012 by Unornya

The Ninth Gate

Posted in Reality, video on marzo 7, 2012 by Unornya

Viaggiare in silenzio per una strada lunga e tortuosa, affrontare le frecce della sfortuna, senza temere né cappio né fiamme, giocare la più grande delle partite e vincere, non astenendosi da alcuna spesa e sfidare le vicissitudini del fato, e ottenere alla fine la chiave che aprirà… la nona porta!

 

 

 

Boris Balkan: “Non che io sospetti che lei abbia molti amici, vero signor Corso? Quelli come lei ne hanno di rado.”

Dean Corso: “Allora siamo in due.”