Archive for the Uncategorized Category

Posted in Uncategorized on dicembre 28, 2013 by Unornya

Yuanfen (Chinese): A relationship by fate or destiny. This is a complex concept. It draws on principles of predetermination in Chinese culture, which dictate relationships, encounters and affinities, mostly among lovers and friends.

La Douleur Exquise (French): The heart-wrenching pain of wanting someone you can’t have.

Koi No Yokan (Japanese): The sense upon first meeting a person that the two of you are going to fall into love.

Tutto ció che siamo viene descritto da termini esotici intraducibili.
In effetti, da noi, non mi aspettavo nulla di più tipico.

Ti aspetteró, dovessi metterci tutta questa vita e la prossima.

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Hands

Posted in Uncategorized with tags , , on novembre 9, 2013 by Unornya

Se ci penso troppo forte penso che potrei morire.

Degenero di eventi, la mia mente che crolla inesorabile, lecco le ferite,
R e p l a y
Sembra che la mia vita sia una sorta di ciclo di luttuose stagioni in cui ogni azione corrisponde ad una nuova spina nel cuore.
Caparbio muscolo che risuona nel petto, non importa quante ferite subisca, lui continua imperterrito a contrarsi.

Sapevo che sarebbe andato tutto nel peggiore dei modi, ne ero certa.
Ho il vizio di dare sempre colpa al mio essere impulsiva ma in realtà inizio a pensare che sia totale mancanza di senno.
In quale modo una mente puó elaborare volontà che si palesano estremamente suicide fin dal nascere? Dov’è finito il celeberrimo istinto di conservazione?

Ed è così che succede ancora, mi butto anima e corpo in qualcosa che so essere sbagliato fin dall’inizio, carezzando l’urlo:

Io ottengo sempre ció che voglio.

Ed è proprio lì che l’errore si rintana; ció che desidero si avvera ma finirà per rovinare l’equilibrio karmico.

E allora perchè sembra tutto così dannatamente perfetto quando mi fissi con i tuoi occhi infernali mentre le mie mani sono strette nelle tue?

Posted in Uncategorized on ottobre 5, 2012 by Unornya

Pensi di essere arrivata alla maturità dell’animo ma basta così poco per farti precipitare.
Eccomi lì, perduta nel bosco, una bambina inesperta e bisognosa.
Un lupo vuole divorarmi, non so quanto resisterò a scappare.
Ho paura. Terrore puro nelle vene.
Non credo di riuscire ad affrontare i mostri questa volta.
Sento i polsi cedere sotto il peso della sofferenza. Gli occhi si sciolgono da ore, non riesco a farli smettere.
Ho una nuvola di spilli e pezzi di vetro in gola, non riesco a parlare.
E’ tutto buio, non vedo nessuna luce ma solo abissi ancora più tetri.
Basta un passo e vi cadrò dentro.
Abbandonata persino dal fato, vago nell’oscurità alla ricerca disperata di un pensiero che riscaldi il petto.
Ho paura.
Non so cosa fare, il silenzio mi sta spaccando i timpani.
Il tempo passa e io non ho armi.
Stringo le mani ma riesco solo a pensare al terrore.
Aiutami Dea, Madre, te ne prego, stringimi.
Sei l’ultima mia speranza.

Minster Lovell, 19 dicembre 1911, ore 3,30

Posted in Leidenschaft, Uncategorized with tags , , on settembre 18, 2012 by Unornya

Io odio l’amore, parlo sempre male di lui, perchè è il luogo dove sono stata uccisa. Sono stata uccisa ad Amore, sai dov’è? È un paese piccolo, senza finestre, dove i sogni diventano incubi all’improvviso, e un sorriso diventa un ghigno, all’improvviso. Io ho paura dell’amore, perchè non c’è altro che amo. Io amo Amore, quel paese piccolo, senza finestre, che mi ha ucciso.

Le righe giuste al momento giusto, as usual. Dei, datemi la resistenza, ve ne prego.

Erase / Rewind

Posted in Uncategorized on giugno 27, 2012 by Unornya

Ora che so cosa significa stare con qualcuno che ti vuole bene veramente

Il ricordo del male che mi avete fatto mi dà solamente un po’ di nausea.

 

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Vivere qui mi taglia la t…

Posted in Uncategorized with tags on giugno 6, 2012 by Unornya

Vivere qui mi taglia la testa. non so camminare per strada. vedo i mostri sulle pareti delle strade. ghigni. le persone che conversano sedute nei bar mi terrorizzano. le conversazioni mi terrorizzano. gli occhi che guardano i miei occhi. non so usare i miei occhi. non so come si guardano gli occhi che mi guardano. i sorrisi sono ragni morti. le voci nelle piazze sono teste di maiale. spuntano coltelli davanti a un nome. beato l’orrore. figlio della purezza.

Isabella Santacroce

A Volte penso…

Posted in Uncategorized on aprile 25, 2012 by Unornya

…che sia inutile andare avanti così. Mi serve un rifugio, nel MIO mondo.

Sarebbe tutto diverso.

Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!
– Alice in Wonderland